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PERCHE' SPRINGBOK COLLIES ?

L’allevamento delle razze canine (animali da affezione) in tutto il mondo è nettamente arretrato rispetto a quello degli animali da reddito dove oramai da molto tempo il genetista è entrato a far parte del quotidiano dell’allevatore.

In cinofilia pochi hanno una comprensione della genetica, meno ancora della genetica che s’interessa della gestione di una razza.

Creare una razza è stato motivo di successo negli anni passati, ma creare una razza obbedisce a leggi diverse da quelle necessarie a mantenerla.

Il cane una volta compagno di lavoro dell’uomo si è trasformato animale da lavoro ad animale da compagnia. Se solo ci fossimo dedicati a controllare la funzionalità  di questi cani oggi non avremmo i tragici risultati conseguenti alle esposizioni “ di bellezza” il cui credo è lo standard di razza. Siamo quindi passati dal confrontare le capacità del cane in base alla sua capacità di svolgere un determinato lavoro a confrontare il suo aspetto esteriore, il suo movimento,il suo comportamento con quanto scritto nello standard o meglio con parte di quanto scritto nello standard.

Magic - Springbok Collies

Prendiamo ad esempio la descrizione del comportamento nei confronti dei bambini.

Avete mai letto nello standard di una razza meno che meravigliosa con i bambini? Ovviamente no un “ Cocked Tail” di razza non può non essere meno che fantastico con i bambini, se non fosse non sarebbe un buon “Cocked Tail”.

Qualcuno ha mai pensato di trovare un sistema per valutare se il cane risultasse conforme allo standard?

E’ più importante valutare l’eventuale mordacità di un cane nei confronti di un bimbo oppure è più importante controllare l’attaccatura della coda?

A giudicare da quello che avviene nelle esposizioni di tutto il mondo… l’attaccatura della coda! Lo standard di razza dovrebbe servire per riconoscere facilmente la razza di appartenenza ma nulla più.

Certo in questo  modo basterebbe un occhiata inesperta per distinguere una razza da un’altra, mentre le razze  moderne sono esaminate da esperti giudici che guardandoli nel ring ti dicono se il cane è costruito bene, l’andatura, ti danno persino un giudizio caratteriale. Il problema è che prima che il ring di bellezza prendesse piede i cani erano giudicati non per il loro aspetto esteriore ma per la loro capacità di svolgere un determinato lavoro. Le razze venivano selezionate in questo modo osservando quei soggetti ideali allo svolgimento di un determinato compito e usandoli per la riproduzione, scartando quei soggetti giudicati non ideali. Dunque un buon cane per tirare il carro veniva giudicato per la sua resistenza, la sua forza, la sua longevità insomma tirando il carro risaltavano le qualità del cane  sia positive sia negative permettendo una selezione.

Cosa è successo in tempi più recenti? Sostanzialmente invece di far tirare il carro abbiamo stabilito che per tirarlo il cane doveva essere fatto in un certo modo! Non contenti abbiamo detto che questo cane doveva essere puro quindi andavano eliminate tutte quelle caratteristiche non tipiche della razza.

La selezione naturale prevede infinite combinazioni per permettere ad una specie di adattarsi, di sopravvivere e di  moltiplicarsi. L’organismo chiamato a sopravvivere è quello che possiede le caratteristiche giuste nessuno cerca di creare l’animale perfetto per la sopravvivenza, ce la fa chi riesce a svolgere “ il lavoro” che gli permette di sopravvivere. In questo modo il progenitore del cane (il lupo) ha proliferato un po’ in tutto il mondo adattandosi a climi e situazioni diverse mantenendo intatte le sue diversità genetiche e quindi le sue capacità di adattarsi pressoché a qualsiasi situazione. L’inbreeding considerato unico modo per creare e mantenere le razze “pure” ed eliminando quei tratti indesiderati ha impoverito il patrimonio genetico delle nostre razze favorendo l’insorgere di nuove malattie genetiche.

Malattie spesso nascoste, tenute in gran segreto in barba all’amore per la razza e ad ogni principio etico e morale.

In tutto ciò ecco un esempio di come giudici, club di razza, allevatori, lo standard, le esposizioni  nei fatti non sono riusciti nemmeno a produrre una razza facilmente identificabile ad una distratta osservazione. Guardate le foto più avanti vi sembrano cani della stessa razza in base ai criteri sbandierati dai frequentatori dei ring di bellezza?

Attenzione non sto dicendo che siamo belli o brutti solo diversi, molto diversi! Sapete come si arriva a delle assurdità del genere?

Semplice, basta permettere ai giudici di operare in piena autonomia senza comunicare tra di loro e senza un obiettivo comune.

Ciascun giudice a mio avviso dovrebbe essere gli occhi del club di razza non una specie di dio per un giorno!

TRE TIPI DI TESTA COMPLETAMENTE DIVERSI, MA CHI E' IL PIU' BELLO?

Malcom Willis ( allevatore e famosissimo genetista) qualche anno fa condusse uno studio sulle metodologie seguite dai giudici per valutare l’altezza del cane al garrese e confrontandole con una successiva misurazione effettuata con un cinometro.

Lasciando tutti sorpresi il Prof. Willis riscontrò un margine di errore molto alto anche tra giudici di grande esperienza. I giudici confessarono a Willis vari “metodi” di misurazione: segni fatti con un gessetto sui pantaloni o sulla gonna, misurazioni fatte allargando le dita (pollice-mignolo o pollice-indice) su cani di piccola taglia e un terzo gruppo che dichiarava di poter semplicemente guardare il cane e saperne l’altezza basandosi sui lunghi anni di esperienza nel ring!

Interrogati al riguardo il commento di molti fu: “Abbiamo sempre fatto così cambiare ora servirebbe soltanto a rallentare le procedure di ring!”

Ma non eravamo nell’era tecnologica?

Ch. Wishaw Leader, the first dog to win Best Champion at Cruft's in 1906

Uscendo fuori dalla logica del ring di bellezza ci accorgiamo che in quei cani che sono ancora impiegati a svolgere compiti ben precisi come ad esempio la pastorizia,la morfologia ed il carattere sono la naturale conseguenza del lavoro su animali diversi su terreni diversi.

Dunque il cane ben costruito è quello che svolge nel migliore dei modi il suo lavoro.

Purtroppo molti preferiscono sacrificare la funzionalità del cane all’estetica anche se è sotto gli occhi di tutti che parlare di bellezza implica l’adottare un gusto personale, le proprie preferenze.

Le oltre quattrocento razze riconosciute dalla FCI stanno a dimostrare come “Non sia bello ciò che è bello ma piuttosto ciò che piace.”

Quanto ai complicati teoremi sul movimento del cane estrapolati da vecchi testi scritti sui cavalli vorrei fare due esempi lampanti di quanto ciecamente vengano elaborate  idee clamorosamente smentite dalla realtà.

Numerosi standard e autorevoli pubblicazioni riportano l’angolo tra l’omero e la scapola essere di 90°  con “layback” di 45°. Condizione impossibile come documentato nel libro di  Rachel Page Elliot  “Dogsteps” attraverso una approfondita ricerca mediante l’osservazione ai raggi x di cani da fermo e in movimento.

Se volete divertirvi prendete un gessetto e tracciate l’angolo sul pelo del cane e avrete conferma di quello che vi dico. Nonostante l’evidenza, pensate che gli standard sbagliati siano stati rivisti? Certamente no!

L’intera comunità mondiale continua a vedere 45° dove un trottatore ne ha 30° (+/- 5°),un galoppatore 15°/20° (+/-5°).

L’idea di una angolazione a 45° deriva da vecchi studi condotti sui cavalli.

Per quanti ritenessero quanto sopra troppo tecnico invito a pensare alle angolazioni posteriori del Pastore Tedesco sviluppate in teoria per migliorarne il movimento, ma nei fatti rendendo il galoppo e i cambiamenti di direzione molto impacciati. E’ stata creata una macchina che trotta i maniera perfetta ma galoppa male….ma tanto il galoppo nel ring non lo guarda nessuno!

Se valutare l’aspetto esteriore del cane ha provocato principalmente disastri, la selezione caratteriale è stata erroneamente affidata al conseguimento di test di lavoro, validissimi se praticati come attività ludico sportiva,ma inutili o persino dannosi se usati come test di selezione.

La selezione caratteriale implica la scelta di quelle doti innate che permettono al cane  di convivere in maniera ideale vicino all’uomo. Modificare il comportamento del cane per il raggiungimento di un determinato risultato (addestramento) compromette la valutazione che andrebbe effettuata sul cane e non sul suo addestramento. La prova di lavoro ha dunque due punti deboli:

1-    Sottopone a giudizio una performance nella quale l’uomo ha una forte influenza.

2-    Non valuta le qualità innate del cane ed è quindi inutile ai fini della selezione.

Quanto sopra ad esclusione di quei test come ad esempio lo sheepdog inglese dove il test ricalca per filo e per segno il lavoro da svolgere. Così facendo si garantisce la selezione di cani destinati a lavorare le pecore per lavoro o per fini sportivi ma lasciando un vuoto per quanto attinente alla selezione dell’animale da affezione.

Arriviamo alla salute. In estrema sintesi a forza di usare gli stessi campioni il patrimonio genetico delle razze si è andato man mano impoverendo fissando determinati tratti ivi comprese determinate malattie genetiche.

Qualcuno che abbia suonato l’allarme? Non qui in Italia, ma nemmeno in tanti altri paesi a dispetto dei numerosi test genetici oggi a disposizione degli allevatori la tendenza è quella a nascondere o minimizzare i problemi.

Dunque come procedere in una situazione che nel nostro paese  vede il Collie relegato ad animale da salotto e da “bellezza”?

Leggete l’articolo “ I nostri capisaldi nella selezione”