PERCHE’ IL MENTAL TEST
Prima di parlare del Mental Test credo sia opportuno spiegare anche se per grandi linee i pro ed i contro delle procedure adottate per certificare l’idoneità di un soggetto alla riproduzione.
I test comunemente in uso possono essere divisi nelle seguenti due grandi famiglie:
- Test di lavoro (Test per dimostrare la capacità di svolgere un determinato compito)
- Test attitudinale (Test per dimostrare l’attitudine o la potenzialità a svolgere un determinato compito)
Vorrei precisare che quanto segue non vuole essere una critica nei confronti di nessuno, semplicemente il punto di vista di chi ha studiato il comportamento del cane per molti anni che vede delle incongruenze con quanto scientificamente comprovato.
Recentemente per i nostri Collie nel nostro paese è stato adottato il “TEST DELLE ATTITUDINI NATURALI PER CANI CONDUTTORI (TANC)” privato della parte relativa alla conduzione del bestiame e ribattezzato TAN (Test Attitudinale Naturale).
Sezione 1° – Attitudini comportamentali di base
1. Socievolezza con l’uomo e con gli altri cani:
Il giudice avrà già avuto opportunità di valutare la socievolezza del cane al momento del controllo della marcatura e dei testicoli. Il cane tenuto al guinzaglio dal conduttore passa in mezzo ad un gruppo di persone: non deve dimostrare timore né dare segno di aggressività. Viene peraltro tollerata una naturale “malfidenza” tipica di molte razze da pastore. Durante questo passaggio un assistente è incaricato di produrre un forte rumore improvviso di cui il cane non deve mostrare timore (è ammessa una naturale reazione di allerta). Il cane sempre al guinzaglio viene poi fatto passare tra un gruppo di persone con altri cani al guinzaglio di cui è nota la non aggressività. Anche in questo caso non deve dimostrare aggressività verso i conspecifici.
2. Rapporto col conduttore e superamento di ostacoli naturali:
si richiede al cane un buon rapporto col padrone che verrà dimostrato durante l’esecuzione di un breve percorso di campagna col conduttore, eseguito senza guinzaglio. Durante tale percorso il conduttore non deve dare ordini al cane che deve seguire volonterosamente anche superando ostacoli naturali (siepi, balle di fieno, recinzioni, ecc.).
Sezione 2° attitudine alla conduzione
1. Avvicinamento alla mandria o gregge: il bestiame è rinchiuso in un recinto in cui il cane pur non potendo entrare, può vederlo. Il cane ed il conduttore partono da circa 50 m dal recinto; dopo una decina di metri al guinzaglio il conduttore lascia il cane libero e non deve più dare ordini. Su indicazione del giudice il conduttore procede in linea retta verso il recinto; il giudice osserva il comportamento del cane ed annota la distanza alla quale si interessa al bestiame. In prossimità del bestiame verranno penalizzate sia le reazioni di disinteresse o paura che quelle di eccessiva aggressività; è facoltà del giudice escludere dal proseguimento della prova i cani che dimostrino eccessiva aggressività nei confronti del bestiame. Un giudizio particolarmente positivo verrà assegnato al cane che già dall’esterno del recinto dimostra di avere istinti di accerchiamento.
2. Contatto con la mandria o gregge: a discrezione del giudice i cani che nella fase precedente abbiano dimostrato di avere un comportamento sufficientemente motivato verranno fatti entrare nel recinto, dapprima al guinzaglio e in un secondo tempo, sempre a discrezione del giudice,senza. Verrà annotato il comportamento del cane a contatto col bestiame:
presa di possesso, accerchiamento eccessiva aggressività
paura – all’interno del recinto sono permessi comandi ed incoraggiamento al cane.
Tempo massimo di esecuzione dell’intero test circa ¼ d’ora
Possono partecipare al test cani di razze da pastore conduttrici del bestiame e bovari di età compresa da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni; si auspica l’assenza di addestramento specifico su bestiame, mentre è gradita l’educazione di base (Stop, seduto, terra e richiamo).
Così concepito questo test ne ha le caratteristiche per abilitare un soggetto alla riproduzione ne per decretarne la sua capacità o potenzialità al lavoro; vediamo perché.
Il primo requisito per qualsiasi test consiste nell’identificare con chiarezza l’obbiettivo che si prefigge di raggiungere, nel nostro caso:
” Art.1 Il test delle attitudini naturali per cani conduttori TANC, è riservato a cani delle razze da pastore per la conduzione del bestiame e bovari; esclusi i Border Collie.
Lo scopo di tale test è di mettere in evidenza le qualità naturali del cane e le sue attitudini al lavoro di conduzione del bestiame, per individuare e far conoscere in età precoce, ai fini dell’allevamento, i soggetti dotati di carattere migliore per questo tipo di utilizzo.
*Solo l’addestramento e l’esercizio permetteranno al cane di affrontare prove più impegnative in cui i soggetti più dotati potranno estrinsecare al meglio le proprie attitudini naturali.”
L’affermazione “si auspica l’assenza di addestramento specifico su bestiame” implicitamente ammette che l’addestramento può alterare la performance del cane ( e quindi del test); il lettore converrà che il test privato della seconda sezione non può assolvere allo scopo prefisso!
Cosa rimane? Un test che tollera in un Collie “una naturale “malfidenza” tipica di molte razze da pastore”!
Ma quale tipica malfidenza, sappiamo benissimo che genetica ed ambiente concorrono insieme allo sviluppo caratteriale del cane, un Collie dovrebbe essere un cane socievolissimo con chiunque e la “naturale malfidenza” dovrebbe essere vista come il diavolo vede l’acqua santa.
Più avanti si legge “ll cane sempre al guinzaglio viene poi fatto passare tra un gruppo di persone con altri cani al guinzaglio di cui è nota la non aggressività”
Non necessariamente un cane che supera questa prova (fatta di volta in volta con persone e cani diversi) sta offrendo dimostrazione del suo buon carattere, potrebbe trattarsi della bravura del conduttore!
“Durante questo passaggio un assistente è incaricato di produrre un forte rumore improvviso di cui il cane non deve mostrare timore”.
Magari specificando la natura, l’intensità e la distanza del rumore e a patto che la presenza del bestiame susciti l’interesse del cane se ad essere messe alla prova sono le qualità naturali. Un cane “sotto istinto” può ignorare uno sparo, un tuono o un rumore , mentre nella vita di tutti i giorni può esserne spaventato.
Proseguendo leggiamo: “si richiede al cane un buon rapporto col padrone”.
Il buon rapporto con il padrone non dipende dal cane ma ovviamente dal padrone e dalla sua abilità nel sapersi rapportare con il cane nella vita di tutti i giorni e nell’addestramento.
Immagino che la seconda parte del test sia stata rimossa per favorire un graduale miglioramento caratteriale dei Collie, sono d’accordo con questo approccio. La priorità allo stato delle cose va data al miglioramento del “cane di casa” ;temo però che quello che rimane del TANC non sia sufficiente per effettuare una selezione degna di essere considerata tale.
I test attitudinali dunque, a mio giudizio, lasciano il tempo che trovano, gli istinti necessitano comunque di essere sviluppati, incanalati, controllati attraverso l’addestramento; non c’è garanzia che il cane sia un giorno capace di condurre del bestiame, l’unico modo per scoprirlo è farlo lavorare, come ci insegnano i pastori scozzesi con i loro cani nello “Sheepdog”, disciplina dove il cane è chiamato a svolgere quei compiti che nella vita sono svolti giornalmente dai cani dei pastori.
I test di lavoro invece certificano appunto la capacità del cane di assolvere a quelle funzioni per le quali è stata selezionata la razza, ma sono comunque inquinate dall’intervento dell’uomo e non danno garanzie che l’equilibrio, la tempra, il vigore e chi più ne ha più ne metta, dimostrate durante la prova, siano d’aiuto nel caso il cane venisse a trovarsi in situazione di stress in un contesto del tutto diverso.
Questo concetto può essere ben compreso studiando come reagisce il sistema nervoso del cane in situazioni per lui critiche ricordando che la vita di un cane si riassume in due macro attività: sopravvivenza e riproduzione.
Il TAN a mio avviso è una inutile perdita di tempo, ammette gravi carenze caratteriali quali la diffidenza, che certamente nel cane di un pastore può essere tollerata (tristemente di Collie usati in pastorizia non vi è traccia), ma non in un cane da pastore adibito al ruolo di cane da affezione.
I motivi per questa mi affermazione sono due. Un cane diffidente in un ambiente pastorale incontrerà ben poche occasioni per manifestare la sua diffidenza e condurrà una vita normale sia sotto il profilo del suo benessere mentale sia sotto quello lavorativo.
Il nostro cane da affezione invece sarà esposto a svariate situazioni tipiche della nostra civilizzazione e certo non vivrà una vita tranquilla come il suo “parente di campagna” e conseguentemente il suo benessere mentale e la capacità di svolgere una qualsiasi attività in presenza di altre persone e distrazioni di ogni tipo saranno seriamente compromesse.
Un Collie dovrebbe saper lavorare il bestiame ma dovrebbe possedere anche quei requisiti che fanno di un cane un elemento idoneo a vivere in un contesto urbano quello che chiamiamo un animale da affezione.
L’allevatore ha bisogno di un test per valutare le capacità lavorative del cane e di un test per valutare la natura del cane ossia quei tratti che ne delineano la personalità, quei tratti geneticamente trasmissibili.
I cani d’oggi debbono assolvere ad un duplice compito: il primo volto a perpetuare le caratteristiche naturali della razza per mantenerne le caratteristiche, il secondo quello dell’animale d’affezione che convive con noi all’interno delle nostre case.
Preso atto della situazione in Italia (ma non solo), il secondo requisito dovrebbe ricevere la precedenza, guardando però con un occhio al futuro, per tentare di riportare la razza agli splendori di un tempo.
Parlando dei test di lavoro non si può non osservare che per gli allevatori, questi hanno un costo decisamente alto, sia per il tempo sia per il denaro investiti per ottenere il famoso brevetto.
Le strade che si possono intraprendere solitamente sono due: la prima vede il proprietario impegnato personalmente ad addestrare il cane, la seconda coinvolge la figura dell’addestratore professionista. In un modo o nell’altro occorre tempo e denaro in un settore dove se si vogliono fare le cose perbene i margini sono già stretti anche grazie alle importazioni dall’est, anche grazie alla disinformazione che penalizza chi testa i propri riproduttori, li nutre adeguatamente, li vaccina etc. etc.
Nessun test può predire il comportamento di un cane con una determinata persona/famiglia lo sanno bene quelli che lavorano nei canili, l’interazione del cane con il nuovo ambiente può modificare il comportamento del cane in meglio o in peggio. Difatti gli unici test che riescono predire ad esempio se un giovane cane sarà in grado di svolgere un determinato lavoro sono quelli fatti su cuccioli o giovani cani cresciuti in un ambiente comune, attraverso una gestione standardizzata, in barba a chi reputa inaffidabili i test sui cuccioli.
Testing German shepherd puppies to assess their chances of certification Ivona Svobodova´, Pavel Va´penı´k, Ludvı´k Pinc, Ludeˇk Bartosˇ;
Pfaffenberger, J.C., 1963. The New Knowledge of Dog Behavior. Howell Book House, New York.;
Slabbert, J.M., Odendaal, J.S.J., 1999. Early prediction of adult police dog efficiency—a longitudinal study. Appl. Anim.Behav. Sci. 64, 269–288.
Riassumendo:
I test di lavoro sono uno strumento per determinare l’effettiva capacità di un cane di svolgere un determinato compito grazie ai propri istinti e l’intervento dell’uomo (addestramento) richiedono un notevole impegno economico e di tempo e affrontati a scopo ludico sportivo offrono la possibilità di impegnare conduttore e proprietario in piacevoli attività ricreative, importantissime per cementare il rapporto tra l’uomo ed il cane.
I test attitudinali non garantiscono l’effettiva capacità che il cane sia in grado di svolgere un determinato lavoro e sono inquinati dall’intervento dell’uomo.
Il “Mental Test”, è stato sviluppato dall’esercito Svedese nel 1966 con lo scopo di esaminare il comportamento del cane quando il suo sistema nervoso è messo in condizioni di stress. Questo è l’unico test al mondo ad essere stato riconosciuto scientificamente valido, difatti è proprio analizzando i dati raccolti di un campione di oltre 15.326 cani appartenenti a 164 razze diverse che il ricercatore K. Svartberg è riuscito ad individuare alcuni tratti caratteriali del cane.
Vi sono due tipi di test:
- Per cani con età minima di 12 mesi adatto a qualsiasi razza
- Per cani età minima 22 mesi indirizzato alle razze da lavoro
Il test può essere fatto una sola volta nella vita del cane salvo rarissime eccezioni.
Non è consentito ripetere il test per “migliorare” il giudizio ottenuto
Non occorre addestramento visto che ad essere testate sono le qualità naturali del cane.
Le prove da affrontare sono dieci ad ognuna viene assegnato un coefficiente per compensare il diverso grado di influenza ambientale derivata da passate esperienze.
Non ci sono ne vinti ne vincitori viene espressa una valutazione sul carattere del cane, ma il club di razza o l’allevatore possono applicare dei limiti ad uno o più sub test.
L’allevatore ha così una descrizione delle qualità caratteriali del proprio soggetto in base alle quali orientare le proprie scelte sul riproduttore da usare.
Il mental test di fatto è uno strumento molto più elastico del classico test “promossi o bocciati” ed’è l’unico strumento che l’allevatore può usare per avere un dettagliato profilo caratteriale dei propri cani idoneo alla selezione.
Il diagramma illustra con chiarezza come ogni risposta sia accuratamente misurata per valutare la performance di un soggetto oppure di un gruppo di soggetti quali ad esempio:
progenie, linee, allevamenti, nazioni.
CERCHIO VERDE= MEDIA DI RAZZA
ZONA LILLA’ = PRESTAZIONE

| 1a | TEST DI SOCIEVOLEZZA
Per valutare l’inclinazione del cane ad interagire con persone sconosciute |
| 1b | |
| 1c | |
| 2a | TEST DI GIOCO 1
Per valutare l’inclinazione del cane al gioco |
| 2b | |
| 2c | |
| 3a | TEST ISTINTO PREDATORIO
Per valutare l’istinto di caccia |
| 3b | |
| 4 | Per valutare il livello di attività in assenza di stimoli |
| 5a | TEST DI GIOCO A DISTANZA
Per valutare la reazione del cane ad una certa distanza dall’handler |
| 5b | |
| 5c | |
| 5d | |
| 5e | |
| 6a | SORPRESA VISIVA
Per valutare la reazione ad un improvviso stimolo visivo |
| 6b | |
| 6c | |
| 6d | |
| 6e | |
| 7a | SENSIBILITA’ AI RUMORI
Per valutare la reazione ad un forte rumore improvviso |
| 7b | |
| 7c | |
| 7d | |
| 8a | Fantasmi
Per verificare l’istinto di difesa del cane |
| 8b | |
| 8c | |
| 8d | |
| 8e | |
| 9a | TEST DI GIOCO 2
Per verificare se l’atteggiamento al gioco è cambiato |
| 9b | |
| 10 | SPARO |
Per ogni situazione sono presi in esame:
- L’interesse del cane verso una determinata situazione
- La reazione alla situazione
- Il modo con il quale il cane recupera successivamente all’esperienza appena avuta
La ricerca scientifica ha dimostrato che esiste una parte del carattere che è ereditata, ma l’addestramento, la socializzazione e la gestione del cane ne possono modificare l’espressione, ma non il carattere in se.
Un po’ come con un kg di farina si possano fare spaghetti o maccheroni ….sempre acqua e farina rimane.
Questo è il concetto più difficile da accettare per molti allevatori.
Due cani molto aggressivi produrranno prevalentemente cuccioli molto aggressivi.
Questi cuccioli se ben socializzati ed addestrati, potranno rivelarsi degli ottimi cani ,perfettamente equilibrati, tranne quando dovessero venirsi a trovare in situazioni di stress,nel qual caso, emergerebbe la vera natura del cane spogliata delle esperienze acquisite.
Ovviamente quanto sopra è vero per qualsiasi tratto caratteriale non solo l’aggressività anche se in misure diverse.
Il miglioramento di una razza da affezione (sotto il profilo caratteriale) sta nel miglioramento di quelle doti naturali immutabili nella loro essenza e modificabili nella loro espressione.
Dicevamo che Svartberg attraverso l’analisi dei dati raccolti da un campione di 15.326 cani appartenenti a 164 razze diverse è riuscito ad individuare i seguenti tratti i quali ad esclusione dell’aggressività fanno capo all’asse diffidenza-sicurezza.
- Giocosità/Vivacità
- Curiosità/, Impavidità
- Propensione all’inseguimento
- Socievolezza
- Aggressività
La consistenza e ripetitività del Mental test è stata messa alla prova.
I cani sono stati testati tre volte a distanza di 30 e 35 giorni.
Sono state trovate correlazioni importanti tra i tratti sopraelencati e la dimensione diffidenza-sicurezza.
L’intensità del comportamento affine alla paura e l’aggressività è diminuita tra il primo ed il secondo test ma l’intensità del comportamento esplorativo è aumentata.
Ciò sta ad indicare che questi due tratti sono sensibili alla novità e , come sia necessaria una competenza specifica nel comportamento del cane ed una formazione per poter condurre ed interpretare il test con successo.
Commenti del tipo: “..e se quel giorno al mio cane non va di giocare?” non fanno che dimostrare, la più completa ignoranza in materia, e mancanza di rispetto per tutto il lavoro svolto dagli Svedesi dal 1966 ad oggi, quando si accingono ad analizzare i dati raccolti attraverso una tecnica di analisi dei dati meglio conosciuta come “Indice genetico”.
I risultati in sintesi appaiono suggerire che i tratti identificati da Svartberg siano stati molto importanti nel processo evolutivo del cane e continuino ad esserlo.
Concludendo: il miglioramento caratteriale del Collie é’ un obbiettivo raggiungibile, a patto che ci sia un progetto comune stilato da esperti, in comportamento, in genetica e conduzione del bestiame e non dai soliti burocrati tanto bravi nelle pubbliche relazioni ma meno ( lo dimostrano i fatti), mi si consenta, nella gestione delle razze.
E’ necessario un salto culturale per uscire dal tunnel in cui è stato condotto il nostro collie .
Non si può continuare a produrre esemplari che non riescono ad essere tranquilli nemmeno in un ring di bellezza, nè si può seriamente pensare di risolvere i problemi del Collie con il TAN.
Un buon Collie è un cane da lavoro facilissimo da addestrare che non conosce aggressività, devoto ed affezionato al suo partner umano; possiamo e dobbiamo riportarlo al fulgore di un tempo ma per farlo, dobbiamo cambiare mentalità, dobbiamo evolverci come razza, come allevatori, traendo insegnamento dall’esperienza del passato per garantire al nostro Collie, un futuro degno delle sue attitudini psicofisiche, degno di una razza che merita di più di quello che ha fin qui ricevuto, specialmente considerando quanto ha saputo dare nonostante tutto.

