La prevalenza di malattie genetiche nei cani di oggi può essere descritta solo come allarmante. In media sono portatori di almeno 4-5 geni difettosi anche se molte razze superano e di molto questa cifra. Le malattie genetiche che sono state identificate nei cani sono più di 500!
Non si resti però sorpresi le malattie genetiche sono da tempo con noi e ciò vale anche per altre specie:
(Fonte OMNIA)
| Cane | Mucca | Gatto | Maiale | Cavallo | Pecora | Pollo | Capra | Coniglio | Quaglia
Giapponese |
Altri | TOTALE |
| 503 | 385 | 287 | 222 | 194 | 193 | 179 | 71 | 53 | 39 | 465 | 2591 |
Tutti i cani, anche se di razza selezionati dalle migliori linee di campioni o meticci, possono essere portatori o affetti da malattie genetiche ereditarie. L’unica differenza è che chi alleva cani di razza controlla i propri riproduttori (o almeno dovrebbe) contro quelle malattie riconosciute comuni nella razza.
La vera differenza tra un cane di razza e un meticcio sta proprio nel controllo preventivo delle malattie ereditarie e nella possibilità di conoscere a priori quelle che dovrebbero essere le sue inclinazioni caratteriali.
Il condizionale è d’obbligo nessuna selezione riuscirà mai a produrre cani con caratteristiche caratteriali predefinite, il carattere si sa è il prodotto dell’interazione della genetica con l’ambiente, dunque se l’allevatore ha il dovere di usare riproduttori idonei ciò non garantisce che l’educazione sbagliata impartita dal proprietario non faccia di quello che altrimenti sarebbe stato un buon cane equilibrato un soggetto nervoso, pauroso, aggressivo o “dominante”.
Tuttavia l’ampia panoramica di razze selezionate per svolgere un determinato compito a disposizione dell’utente, permette di scegliere tra un cane da riporto,da caccia, da guardia, o da compagnia con determinate caratteristiche, questa scelta non è attuabile con un meticcio.
Prima di acquistare un cane, fare qualche ricerca e vedere quali problemi si trovano nella razza che avete scelto e quali test di controllo dovrebbero fare gli allevatori.
Per alcuni problemi, ci sono test del DNA con i quali rivelare se un cane è un portatore o affetto alla nascita o più avanti nella vita con un particolare problema genetico. Gli allevatori possono usare questo come strumento per garantire la salute del cucciolo.
Quindi preghiamo il lettore di prendere la lista di test genetici descritti in questa sezione dedicata alla salute come un aspetto positivo perché essi rappresentano ciò che oggi può e deve essere testato nella nostra razza.
Non prendete mai per buone le assicurazioni che vi vengono date pretendete di vedere il certificato che viene rilasciato a seguito degli esami per ciascuna malattia.
Purtroppo per alcuni problemi, non esiste un test del DNA. Un cane che è apparentemente sano e normale potrebbe essere portatore di un difetto nascosto e se accoppiato con un altro portatore potrebbe trasmettersi alle progenie. In questi casi tutto quello che l’allevatore può fare è ove possibile controllare il pedigree e cercare di scoprire se in precedenza si sono verificati dei problemi di carattere genetico; compito non facile vista l’assenza di registri aperti e l’omertà che la fa da padrone quando si tratta di dire “Il mio cane ha……..” Nessuno è in grado di dare garanzie assolute e a volte può capitare che nonostante siano state fatte tutte le indagini possibili non si è arrivati a sapere di un problema in questi casi una volta che esso si verifica in una cucciolata l’allevatore scrupoloso e onesto dovrebbe prendere le dovute contromisure. Quanto sopra per quelle patologie a carattere “recessivo” ovvero dove affinché il difetto trasmesso entrambi i genitori debbono essere portatori.
119 razze canine sono comunemente colpite da atrofia progressiva della retina (PRA), una malattia che spesso conduce alla cecità negli animali colpiti e per la quale fortunatamente esiste un test genetico per i Collie.
Nel cane a diversamente rispetto all’uomo dove prevalgono patologie a carattere dominante (un solo genitore portatore necessario per trasmettere ) le malattie ereditarie sono prevalentemente a carattere recessivo ma ci sono delle eccezioni, la displasia dell’anca è una di queste, tecniche radiografiche per la diagnosi della presenza di displasia dell’anca sono attualmente disponibili. La displasia dell’anca è la più comune malattia tra le malattie ortopediche ereditaria del cane.
Essa è stata descritta sin dal lontano 1930. Dopo decenni di ricerca sulla malattia, perché ci sono ancora tanti cani affetti in circolazione? Purtroppo ancora oggi si sa, poco sulla tramissione genetica di questa patologia nonostante gli studi portati avanti da tanti anni. La displasia dell’anca nasce da una complessa forma di ereditaria. La sua espressione è multifattoriale e poligenica, in altre parole molti geni, così come i fattori ambientali ne influenzano lo sviluppo.
L’altro motivo per il quale displasia dell’anca è onnipresente è che i cani displasici non sono stati eliminati dall’allevamento é dovuto, alla imprecisione dei sistemi di valutazione di questo problema. Nel 1983, il dottor Smith (USA) ha sviluppato il programma PennHIP ®, che utilizza un metodo molto affidabile per la diagnosi della displasia dell’anca. Nonostante la ricerca scientifica indichi che la lassità dell’anca sia il fattore più importante nel predire la displasia dell’anca e che il metodo radiografico Pennhip sia il più preciso ed affidabile attualmente disponibile, nonostante tutti siano d’accordo che in 30 anni i progressi fatti siano trascurabili, inspiegabilmente solo negli ultimi anni al di fuori degli Stati Uniti dove comunque il Kennel Club non riconosce ufficialmente il Pennhip, Australia ed Inghilterra hanno iniziato a valutare questa tecnica a livello nazionale. In Italia l’unico veterinario abilitato è il Dott. Riccardo Monticone di Torino.
La displasia dell’anca si verifica comunemente in circa 60 razze canine e con frequenza minore in altre 110 razze, di conseguenza la malattia è vista in oltre 170 razze canine. In ultimo ci sono quelle malattie per le quali attualmente non esistono rimedi tra queste il cancro, che colpisce il 30-50% di tutti i cani,l’incidenza più alta in alcune razze suggerisce l’esistenza di fattori di rischio genetici e che essi possano quindi essere identificati. Il Collie in questa situazione appare una razza meno colpita rispetto ad altre se pensiamo che nel barboncino (statistiche USA) le malattie genetiche sono ben 145!
Concludendo la possibilità di utilizzare l’analisi del DNA per sapere con certezza la condizione dei propri riproduttori è uno strumento utilissimo con il quale migliorare la razza e allo stesso tempo essere in grado di offrire garanzie.
Canine Inherited Disorder Database
___________________________________

